Chi sono

Ezia Bovo

Sono fortemente convinta che noi siamo quello che la nostra storia ci ha portati ad essere. 

Intendo dire che, certo, il DNA conta, ma a modellare l’individuo contribuisce anche l’ambiente nel quale è immerso. Conoscerlo dunque aiuta a riconoscere alcune delle proprie sfumature.

Ed è questa curiosità che mi spinge a ricercare, nella storia dei monumenti, quella degli uomini del passato che, con le loro azioni, hanno inciso sull’evoluzione del futuro. 

Appassionata del passato, non necessariamente remoto, ricerco testimonianze affinché non si disperdano negli strati della storia frammenti che spiegano particolarità del nostro quotidiano.

Il mio metodo di lavoro è quello di annodare con il filo della cronologia eventi, tracce, riferimenti trovati su documenti e testi, per ricostruire profili. Mentre scrivo immagino il quotidiano di donne e di uomini comuni che hanno vissuto i luoghi nei tempi di cui ricerco la storia.

Il mio campo è quindi la microstoria, la corrente di ricerca storiografica focalizzata sull’analisi di eventi circoscritti, di piccole comunità o di personaggi marginali, utile per meglio interpretare i grandi processi della Storia generale.

Biografia

Valdostana, laureata in sociologia, giornalista pubblicista. Appassionata di storia e di archeologia industriale, ricerco tracce di uomini del passato che con azioni nel loro presente hanno inciso l’evoluzione del futuro. Nei miei lavori ne riporto poi testimonianza, affinché non si disperdano negli strati della storia frammenti che spiegano particolarità del nostro quotidiano.

Direttore responsabile di organi di informazione istituzionali, ho collaborato alle pagine locali di testate nazionali.

Impegnata nella promozione di eventi turistico-culturali, sono autrice di testi per trasmissioni televisive e radiofoniche ed ho contribuito alla realizzazione di documentari di carattere storico.

Moderatrice in festival letterari, ho curato biografie di personaggi del passato.

Avevo 18 anni quando ho iniziato a collaborare con giornali e riviste. Fu per una fortuita coincidenza che un giornalista della Sentinella del Canavese mi coinvolse nel mondo della carta stampata. Lo storico giornale, allora ancora settimanale, con sede ad Ivrea, era diretto da Francesco Brizzolara, persona di rare qualità, che mi aprì ad una realtà a me totalmente sconosciuta della quale rimasi subito affascinata. 

Capii quasi subito che scrivere di cronaca non mi era così congeniale. Ho infatti sempre preferito raccontare storie di vita. Tuttavia, passata a collaborare alle pagine locali del quotidiano La Stampa dirette da Piero Cerati, anche di quella mi sono occupata.

Non ho mai fatto però il salto da professionista. Un rimpianto? Forse, ma non ho mai smesso di scrivere, anche su riviste in ambito turistico-culturale. 

Una pluridecennale esperienza come direttore responsabile di notiziari delle Amministrazioni locali ha contribuito a formarmi in quello che è sempre stato il mio mestiere parallelo. 

Intanto negli anni, in me si è insinuato il tarlo della ricerca della storia delle cose. 

Il richiamo dell’incombente ombra dell’immenso edificio abbandonato della prima grande industria della Valle d’Aosta, che aveva legato le storie delle famiglie del paese, autoctone e arrivate per necessità, è stato impossibile da ignorare. 

Poi altre voci sovrapposte mi sono arrivate da tante direzioni, una dopo l’altra. Il castello medievale che per 56 giorni era stato di proprietà del mio trisavolo, la potente prevostura di Saint-Gilles diventata abbazia a 1000 anni dalla sua fondazione, e come non raccontare la vita di componenti della nobile famiglia Challant che hanno intessuto trame politiche con i potenti del  loro tempo? 

Nei miei lavori ho comunque sempre privilegiato il racconto della microstoria, quella delle persone comuni. La vita quotidiana di una comunità attraverso le architetture degli edifici, la rete delle vie di comunicazione, gli eventi e le calamità, i cambiamenti sociali e lo sviluppo urbano.

Mi emoziona toccare la pietra di un edificio pensando che è stata lavorata, tenuta in mano da uomini del passato. Posare i piedi sulla stessa pavimentazione sulla quale uomini in passato hanno preso decisioni che hanno influito sul nostro presente. Essere fisicamente in luoghi dove sono  realmente avvenute vicende, ora solo raccontate. 

Amo accompagnare giovani, residenti, turisti in luoghi che frequentano, sottolineando la stratificazione delle evoluzioni susseguitesi nel tempo come testimonianza di vite vissute in precedenza negli stessi spazi che sono ora i nostri. 

Sono infatti fermamente convinta dell’importanza di avere consapevolezza del passato di ciò che ci circonda e che consideriamo il nostro mondo, per comprendere l’evoluzione che ha condotto allo stato attuale ed eventualmente orientare progetti che incideranno sul futuro.

Pubblicazioni

  • Giuseppe Giacosa – Una partita a scacchi
  • Dal Collare alla SS. Annunziata – Il supremo Ordine dei Savoia
  • I XVII conti di Challant – Tout est et n’est rien

Novità

Copertina di I XVII conti di Challant – Tout est et n’est rien

I XVII Conti di Challant

Il racconto della storia di sedici uomini ed una donna che inseguirono per 378 anni un titolo comitale che si rivelò più una maledizione che uno strumento di potere. 

Alla corte dei Savoia, dal 1424 al 1796 il conte di Challant fu luogotenente, capitano, colonnello, consigliere, gentiluomo di bocca. Signore di castelli, fortezze e palazzi, concesse franchigie ai sudditi e combinò matrimoni di convenienza con principi stranieri e nipoti di monsignori, poi l’oblio.

Copertina di Dal Collare alla SS. Annunziata – Il supremo Ordine dei Savoia

Dal Collare alla SS. Annunziata – Il supremo Ordine dei Savoia

Gli ordini cavallereschi evocano la magia delle antiche storie di valorosi cavalieri.

L’antico Ordine del Collare fu il più fascinoso della longeva dinastia sabauda. Fondato dal Conte Verde Amedeo VI per indurre unione e fraternità tra i potenti al fine di evitare le guerre private, dal 1518 il suo nome divenne quello della Santissima Annunziata.

Conoscere le storie di vita dei poco meno di 900 “Cugini” del Re è conoscere la storia di quasi 700 anni del mondo, dalla metà del XIV secolo ad oggi.

La prefazione del suo Gran Maestro, il Principe di Savoia Emanuele Filiberto, avvalora i contenuti del testo, impreziosito peraltro da un’importante iconografia che evidenzia l’influenza della torquis sulle consuetudini di corte.

Restano ancora senza risposta il mistero dell’evento da cui scaturì l’istituzione e quello della sua reale data di fondazione.

Presentazioni

Prossimi appuntamenti

  • Al Castello di Agliè DAL COLLARE ALLA Ss. ANNUNZIATA

    Nella prestigiosa sede del Castello di Agliè, domenica 4 ottobre alle ore 10,30 sarà presentata la pubblicazione. Ingresso libero

    Nell’occasione sarà eccezionalmente aperta la Galleria alle Tribune che ospita 73 ritratti di Cavalieri dell’Ordine.

    Il Castello di Agliè Residenza Reale Sabauda, dal 1977 patrimonio Unesco, è strettamente legato al tema del libro, ed ospita nella celebre Galleria alle Tribune, che sarà straordinariamente e gratuitamente aperta al pubblico per l’occasione, i ritratti di 73 Cavalieri insigniti dell’Annunziata.

    Le opere in Galleria, sono state realizzate tra il 1831 ed il 1839 e sino al 1847, su disposizione della Regina Maria Cristina di Borbone, consorte di Carlo Felice, che promosse la pregevole raccolta, la gran parte realizzate dal pittore Giovanni Pittatore. Ricordiamo inoltre, le figure del conte Filippo San Martino, insignito del prestigioso titolo di Gran Collare dell’Annunziata, e successivamente  anche Ludovico San Martino d’Agliè, oltre ad Ibleto di Challant Capitano del Piemonte e padre del primo conte della nobile dinastia valdostana.

    Interverranno con l’autrice: la Direttrice del Castello di Agliè Alessandra Gallo Orsi, la Responsabile delle collezioni del Castello di Agliè Laura Gallo, lo storico Tomaso Ricardi di Netro.

    Il programma predisposto dalla Direzione del Castello con la Edizioni Pedrini, prevede l’ouverture curata dall’Istituto Musicale di Rivarolo, con il duo di violini formato da Erica Calcio-Gaudino e Francesco Acatrinei, allievi della prof.sa Daniela Camoletto.

    Al termine della presentazione del libro, è prevista la visita accompagnata della Galleria alle Tribune. 

  • I XVII Conti al castello di Issogne per Plaisirs de Culture

    Domenica 20 settembre alle ore 20,30 alla sala del Melograno